Chesssifesteggia??

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Buon compleanno Terence Hill: dall’infanzia, all’incontro con l’amico Bud Spencer fino al successo della fiction “Don Matteo”. Sono i molti i suoi ruoli: dagli spaghetti western alla fine degli anni ’60, fino al rinnovato successo nei panni di Don Matteo, non ha mai smesso di essere amato dai suoi fan italiani e non.

Mario Girotti, questo il suo nome all’anagrafe, nasce a Venezia il 29 Marzo 1939, da padre chimico originario di Amelia (Terni) e madre tedesca originaria Dresda Hildegard Thieme; è secondo di tre fratelli. Trascorre la sua infanzia insieme ai nonni materni in Sassonia durante i bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale; nel 1944 si trasferisce nel paese d’origine del padre.

Grandi doti fin da piccolo
Portato dalla madre sul set a 12 anni, debutta in “Vacanze con il gangster” di Dino Risi, recitando in seguito in alcune commedie, tra cui “Lazzarella” accanto a Domenico Modugno.
Inizia a fare l’attore per pagarsi gli studi
Terence si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia di Roma, ma dopo tre anni decide di smettere per dedicarsi completamente alla recitazione; uno dei suoi grandi problemi, però, per la timidezza frequenta l'Actor's Studio.
I suoi maestri
Da Pabst, a Pontecorvo, da Steno, a Matarazzo, da Bragaglia fino Luchino Visconti che lo ingaggia per la parte del Tenente Cavriaghi nel "Gattopardo". Da allora non passa anno in cui non sia stato sul set sempre diretto dai più grandi registi.
Il primo colpo di fortuna
L'apice della popolarità lo raggiunge dallo "Spaghetti Western" ("Fagioli Western"). Aveva già più di 30 film all'attivo quando, con lo pseudonimo di Terence Hill, fu chiamato a sostituire il protagonista di "Dio perdona, io no", che si era rotto una gamba. Sullo stesso set recitava anche Bud Spencer, nome d'arte di Carlo Pedersoli, ma i due non si incontrarono mai. Girotti incontrò invece quella che sarebbe diventata sua moglie, Lori Zwicklbauer, allora segretaria di edizione.
Il secondo colpo di fortuna
Nel 1970 E.B. Clucher (alias Enzo Barboni) cercava un protagonista per "Lo chiamavano Trinità" e l'interprete designato, Franco Nero, rifiutò perchè impegnato sul set di Camelot. Il regista scelse il giovane Terence per la somiglianza con Nero.
Il successo immediato

Sono 18 film che gira tra il 1967 e il 2004, molti dei quali con l’amico Bud Spencer.

“Lo chiamavano Trinità”

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“…continuavano a chiamarlo Trinità”

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“…altrimenti ci arrabbiamo!”

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“I due superpiedi quasi piatti”

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“Io sto con gli ippopotami”

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“Chi trova un amico trova un tesoro”

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“Nati con la camicia”

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“Non c’è due senza quattro”

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La fine del decennio
Nel 1987 E.B.Clucher dedise di dire addio al modo tutto italiano di fare cinema in America. Il regista di Trinità ingaggiò Terence nel film "Renegade - Un osso troppo duro, road movie" dove l'attore recitava insieme al figlio adottivo Ross che morì un paio d'anni dopo in un incidente d'auto a soli sedici anni. Questo tragico avvenimento lasciò Terence Hill in una profonda depressione.
Gli anni della riNASCITA
Nel 1991 Terence Hill è regista di se stesso in "Lucky Luke". Torna in Italia e comincia due importanti serie televisive: "Don Matteo" e "Un Passo dal Cielo". "Don Matteo" è la serie che gli cambia totalmente la vita tantè che decide di trasferirsi definitivamente dall'America, insieme alla moglie, a Gubbio e Spoleto (luoghi dov'è girata la fortunata serie).

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Nel 2018, Terence dirige se stesso in un film intitolato “Il mio nome è Thomas”.

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Una storia on the road fra Italia e Spagna che richiama le atmosfere western, genere per il quale è diventato volto iconico insieme a Bud Spencer. E proprio a lui Terence Hill ha dedicato il lungometraggio girato in parte nel deserto dell’Almeria. Alla morte di Bud disse “non abbiamo mai litigato”.

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