Janis Joplin la Regina Bianca del Blues Rock

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Janis Joplin la Regina Bianca del Blues Rock

Il 19 Gennaio di 75 anni fa a Porth Arthur nel Texas, nasceva Janis Lyn Joplin la più grande voce blues che il rock abbia mai conosciuto.

Proveniente da una piccola famiglia borghese, il padre lavorava in una fabbrica di lattine e la madre era impiegata in un college.

Sovrappeso e con la pelle rovinata dall’acne, Janis era una ragazzina piena di complessi, che cercava rifugio nella musica (Odetta, Leadbelly e Bessie Smith).

Si diploma con buoni voti e si iscrive anche all’università, ma il richiamo della strada e la perenne insoddisfazione la portano, a lasciare gli studi per tornare a suonare in oscuri club di provincia. Così, a 17 anni, molla tutto e fugge di casa.

Qui incontra Jorma Kaukonen, chitarrista e futuro membro dei Jefferson Airplane, ed insieme iniziano ad esibirsi in vari club country&western di Houston e di altre città del Texas.

Guadagnati abbastanza soldi, Janis prese un bus per la California. Era il periodo Hippy, e Janis entrò a far parte di diverse comunità, stabilendosi a San Francisco per alcuni anni.

Casualmente all’inizio del 1966 tornò in Texas, poco prima che un suo vecchio amico, Chet Helms, diventasse il manager di un nuovo gruppo rock, “Big Brother and the Holding Company” al quale mancava una voce femminile. La contattò e la convinse ad entrarci. La fusione tra la voce blues di Joplin e il ruvido acid-blues della band fu subito un successo.

Nel 1967, uscì il primo album “Big Brother and the Holding Company“, un disco ancora acerbo ed incapace di render giustizia alla grinta della band, che riesce a dare il meglio di sé nelle sessioni live e nelle serate nei locali della Frisco Bay. Nell’album gli unici brani dove risalta davvero il talento della band sono “Down on me“, “Call on me” e “Bye bye baby“.

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Nonostante l’insuccesso del primo album, la band non si dà per vinta ed ottiene un contratto discografico con la Columbia Records grazie ad un’impressionante esibizione sul palco del Monterey Pop International Festival (Giugno 1967), in cui Janis pietrifica il pubblico con una struggente e personalissima versione di “Ball and chain” di Big Mama Thornton.

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Nel 1968 esce “Cheap Thrills“, da molti considerato l’apice della carriera di Janis Joplin. In questo disco ci sono pezzi come la splendida cover “Summertime” di George Gershwin, “I need a man to love” brano fortemente autobiografico composto da Janis insieme a Sam Andrew, “Ball and Chain” e il primo singolo dell’album “Piece of my heart“. Seguirono una serie di concerti in tutti gli Stati Uniti.

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Il suono della band è decisamente migliorato ed il gruppo sembra aver trovato il proprio equilibrio, ma l’abuso di alcool e droghe da parte dei componenti della band, il continuo stress dei concerti e delle manifestazioni unito al temperamento sanguigno delle due primedonne del gruppo (Janis e James Gurley) porta la band a sciogliersi.

Questo periodo trascorso con la Big Brother and the Holding Company fa di Janis una persona sorridente e piena di vita, vestita di abiti coloratissimi e “strani”. La cantante texana nel frattempo era diventata uno dei simboli del rock al femminile quasi un vero sex-symbol.

Dopo aver rotto con band, Janis mantiene il contratto con la Columbia e forma una nuova band, la “Kozmic Blues Band” con la quale pubblica nel 1969 “I got dem ‘ol Kozmic Blues Again mama“.

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Era ad una svolta della sua vita. Infatti Janis aveva trovato un uomo che finalmente l’amava e aveva anche deciso tagliare con gli eccessi.

Così all’inizio del 1970, formò un nuovo gruppo, la “Full-Tilt Boogie Band“, con cui diede vita a all’album Pearl (soprannome con cui la chiamavano gli amici).

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Il disco oltre ad una versione di “Me and Bobby McGee” di Kris Kristofferson, includeva anche hit come la trascinante “Get it while you can“, la struggente “Cry baby” e l’umoristica “Mercedes Benz“.

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E’ un periodo assai felice per Janis, ma la tensione è troppo alta e lei è troppo debole, così cade per l’ennesima volta nella trappola dell’eroina.

Il 4 Ottobre del 1970, quindici giorni dopo la scomparsa del chitarrista Jimi Hendrix, si spegneva la voce femminile più “blues” della storia del rock.

Morì a soli 27 anni a causa di un’overdose di eroina in una camera al Landmark Motor Hotel di Hollywood (California).

Fa parte del famoso ed inquietante “Club 27“, termine con il quale si fa riferimento agli artisti morti a 27 anni di età. Oltre a Janis Joplin ne fanno farte anche Brian Jones, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain ed Amy Winehouse.

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