Niki Lauda: addio alla leggenda della Formula 1

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Si è spento all’età di 70 anni l’ex pilota austriaco Niki Lauda, leggenda della Formula 1, tre volte campione del mondo, due volte alla guida della Ferrari e una con la McLaren.

Nato a Vienna il 22 Febbraio del 1949, Niki Lauda è uno dei personaggi simbolo della storia della Formula 1. Il pilota austriaco occupa un posto d’onore nella classifica dei campioni mondiali Formula 1.

Grazie alla sua conoscenza dei motori e per la capacità che aveva di riconoscere anche un minimo problema nella vettura che guidava, è stato soprannominato “il computer”.

L’esordio

Fin da giovane Lauda mostra di avere una grande passione per le corse automobilistiche, ma la sua famiglia non è d’accordo, anzi non gli offre mai il sostegno ed il supporto per andare avanti. La carriera di Niki Lauda comincia abbastanza presto, nel 1968, con pochi soldi e tanta voglia di sfondare. Lascia quindi gli studi universitari e si lancia con entusiasmo nel mondo delle corse, ottenendo grandi successi sia nella Formula 3 che nella Formula 2. Nel 1972 Niki Lauda entra in Formula Uno, e due anni più tardi esordisce sulle piste con la Ferrari. Il primo titolo mondiale alla guida della Rossa non tarda ad arrivare, ma nel 1976 la carriera del pilota austriaco subisce un brusco arresto.

Il grave incidente

Il 1° Agosto del 1976 si disputa la decima gara stagionale presso il circuito tedesco di Nurburgring. La pista, resa insidiosa a causa della pioggia, spinge alcuni piloti (come lo stesso Niki Lauda, al primo posto della classifica generale) a chiedere la sospensione della gara. Secondo la direzione non vi è alcun problema: la gara si può disputare. Dopo soli tre giri, ecco che la vettura Ferrari 312 T2 guidata da Lauda perde il controllo e va a schiantarsi su una parete rocciosa. Poco dopo la Ferrari, rimpallata in pista mentre la gara prosegue, viene colpita da altre due vetture, e nello schianto prende fuoco. Niki Lauda, che intanto ha perduto il casco nel corso del primo impatto, viene avvolto dalle fiamme ancora cosciente.

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I soccorsi sono immediati. Sul luogo dell’incidente si precipita anche il collega di Lauda, Arturo Merzario, che non ci pensa due volte a scendere dalla sua vettura e soccorrere lo sfortunato pilota austriaco. Per fortuna Lauda non è in pericolo di vita, anche se l’incidente (piuttosto grave) ha lasciato segni inequivocabili sul suo corpo, come le ustioni ben visibili sul volto.

Il ritorno in pista

Neppure un incidente di tale portata impedisce a Niki Lauda di ritornare in pista: ed infatti dopo soli 42 giorni dall’episodio di Nurburgring, il 12 settembre 1976, il pilota Ferrari partecipa al Gran Premio di Monza piazzandosi al quarto posto. La stagione successiva è più favorevole per Lauda, che vince un altro titolo mondiale con la Ferrari (il secondo).

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Il pilota rimane con la Ferrari ancora un altro anno, poi i rapporti cominciano ad incrinarsi. Nel 1978 Lauda passa a guidare una vettura Alfa Romeo, ma non ottiene grandi vittorie o riconoscimenti.

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Poco tempo dopo il pilota si ritira dalle piste per dedicarsi ad un altro progetto professionale, la formazione di una compagnia aerea, denominata “Fly Niki”. Ma dopo due anni comincia ad avere nostalgia delle gare e ritorna in pista, stavolta alla guida di una McLaren.

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Nel 1985, dopo aver ottenuto la vittoria al Gran Premio d’Olanda, Niki Lauda decide di lasciare definitivamente la sua carriera di pilota.

Rush il film

Nel 2013 Ron Howard porta sul grande schermo un film che racconta lo storica rivalità tra Niki Lauda e James Hunt sui circuiti di Formula 3. Niki è un metodico, razionale, non particolarmente simpatico; James è un playboy, che si gode la vita e corre come se non ci fosse un domani.

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La loro rivalità ha fatto la storia e ha segnato una stagione incredibile della Formula 1, fatta di drammi indelebili e miracolose riprese.

La malattia

Dopo aver visto la morte in faccia nell’incidente in pista del 1976, Lauda ha riportato gravi conseguenze da quel terribile episodio. A causa dell’enorme quantità di fumo inalato, una parte dei polmoni è stata bruciata.

Nell’Agosto del 2018 l’ex pilota viene sottoposto al trapianto di un polmone, in passato aveva subito anche un trapianto di reni. La forza e la tenacia di questo grande campione gli consentono, però, di superare bene i momenti difficili, come se la vita fosse sempre una gara automobilistica da vincere.

La morte

L’ex pilota austriaco era ricoverato da qualche tempo in una clinica in Svizzera per problemi ai reni che lo costringevano alla dialisi.

A darne la triste notizia è stata la famiglia:

“Con grande tristezza, rendiamo noto che il nostro amato Niki è morto serenamente circondato dalla propria famiglia lunedì scorso”.

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