*Concerti in streaming dall’Orchestra “Verdi”

26/3 ORE 0:00 - 23:30 @ Auditorium Verdi Milano - Milano

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In questi giorni Milano si è fermata… La città però ha bisogno di musica.
Come raggiungere il pubblico se l’Auditorium è inaccessibile?
L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi crede fortemente nel ruolo sociale della musica.

L’Auditorium di largo Mahler è chiuso in questi giorni per la prevenzione del Coronavirus, ma l’Orchestra Verdi fa musica con quattro concerti che si possono vedere gratis in streaming.

Sul sito dell’Orchestra e sui suoi canali social si possono aprire i video dei concerti da camera e ascoltarli quando si vuole (restano online su youtube).

Da venerdì 28, ore 21, le arpiste Elena Piva e Marta Pettoni aprono il ciclo con con la “Toccata” di Paradisi, la “Marcia Solenne” di Gounod, “Ouverture e Habanera” dalla “Carmen” di Bizet, quindi con “Aubade, Andalouse e Aragonaise” dal balletto “El Cid” di Massenet.

Da sabato 29, ore 21, il duo clarinetto e pianoforte Fausto Ghiazza e Simone Pedroni spazia da Poulenc, a Viktor’s Tale, dalla colonna sonora di “The Terminal” di John Williams.

Da domenica 1 marzo, ore 21, entra in scena il Quartetto d’archi della “Verdi” (Luca Santaniello, Lycia Viganò, Gabriele Mugnai e Tobia Scarpolini). Ascoltiamo il Lento dal Quartetto in Fa maggiore op.96 Americano di Dvorak e l’Allegro ma non tanto dal Quartetto op.18 n.4 di Beethoven e “Adios nonino” di Piazzolla.

Nuovo appuntamento da venerdì 6 marzo, ore 21: si ascolta il Quintetto di ottoni dell’Orchestra (nella foto), composto da Sandro Ceccarelli (corno), Antonio Signorile e Alessandro Ghidotti alle trombe, Giuliano Rizzotto al trombone, Davide Viada alla tuba. Il programma è brillante e spazia in celebre musiche da film: “Zapping” di Andrea Bonaldo, “C’era una volta in America” di Ennio Morricone, “Il padrino” di Nino Rota e “Mamma mia!” di David Short. Il video è firmato Alberto Amoretti e Giovanni Hänninen.

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Arengario

Eretto verso la fine del XIII secolo, l'antico palazzo comunale, detto Arengario (dal latino arengarius, derivato dal germanico hari-hring, “luogo per assemblee”) sorge in posizione pressoché contigua al Duomo, a significare anche visivamente la contrapposizione di poteri, religioso e civile, che anche a Monza contraddistinse il periodo comunale.Situato nel centro cittadino, in relazione alla vasta piazza del Mercato ed in asse con la via principale che legava la città a Milano e alla Brianza, faceva parte di un insieme complesso, che le vicende edilizie ed i restauri hanno ridotto al solo palazzo comunale. Accanto sorgeva, collegato da un passaggio sospeso, il palazzo pretorio (o del podestà) oggi scomparso.L'edificio presenta a piano terra un ampio porticato ad arcate, sorretto da massicci pilastri in pietra, luogo degli incontri e degli scambi, ed un’unica grande sala coperta a capriate di legno al primo piano, destinata alle adunanze ed assemblee, che si apre con un balconcino a loggetta (la "parlera") dalla quale si leggevano i decreti emanati dal Comune alla popolazione. La torre campanaria, realizzata successivamente, sul lato nord, presenta la merlatura ghibellina a coda di rondine.L'antico accesso alla sala superiore, adibita ora a sala espositiva per mostre d'arte e rassegne culturali, avveniva lungo il fianco orientale tramite due scale esterne alla porta di cui sono tuttora visibili le tracce. Oggi l'ingresso è da nord attraverso una scala nella torre. MB

Auditorium Verdi Milano

Sede del Coro Sinfonico e dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi è stata fondata nel 1993 da Vladimir Delman diventando fin da subito un riferimento imprescindibile per il grande repertorio sinfonico a Milano e in tutta la Lombardia. Parallelamente all’attività concertistica la Verdi ha sviluppato un’intensa attività discografica, incidendo più di trenta Cd, spaziando dal repertorio verdiano e rossiniano al grande sinfonismo romantico e russo. MI

Castello Sforzesco di Milano

E' uno dei principali simboli della Città di Milano e della sua storia.Fu costruito nel XV secolo da Francesco Sforza, divenuto da poco Duca di Milano, sui resti di una precedente fortificazione risalente al XIV secolo nota come Castrum Porte Jovis (Castello di porta Giovia o Zobia), e nei secoli ha subito notevoli trasformazioni.La Porta Giovia viene eretta in età romana (III secolo d.C.) da Diocleziano Giovio, a cavallo della cinta muraria dell’antica Mediolanum, costituendo un punto di transito per chi entra ed esce dalla città.In età medievale Azzone Visconti potenzia e amplia il circuito murario antico.Il ruolo di questa porta cambia nella seconda metà del 1300, quando Galeazzo II Visconti vi costruisce intorno la sua rocca quadrata.Fra il Cinquecento e il Seicento era una delle principali cittadelle militari d'Europa. Trasformato in una delle più ampie cittadelle fortificate d'europee, era destinata alle truppe del figlio Gian Galeazzo.Solo con Filippo Maria Visconti, nel XV secolo, il complesso adibito a fortezza e prigione assume carattere di residenza signorile della famiglia, che fino a quel momento abitava il Palazzo dell’Arengo vicino al Duomo. L’area del Castello verrà allora ampliata e dotata di un fossato, di giardini e di un grande parco verso nord.Restaurato in stile storicista da Luca Beltrami tra il 1890 e il 1905.Oggi è sede di importanti istituzioni culturali e meta turistica. ed è uno dei più grandi castelli d'Europa. MI

Castello Sforzesco di Vigevano

Il Castello di Vigevano è un tutt'uno con la Piazza Ducale che funge da regale atrio d'ingresso. Si può considerare una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d'Europa.Il primo nucleo risale all'età longobarda (VII-X secolo), mentre la sua trasformazione in residenza signorile si deve ai Visconti (in particolare a Luchino Visconti) e agli Sforza in particolare a Ludovico il Moro.Alla sua realizzazione contribuirono sicuramente artisti come Bramante e si pensa anche Leonardo. Tra il 1492 e il 1494 i lavori erano terminati. Con la fine della dinastia sforzesca (1535) il castello passò agli spagnoli e iniziò un lento declino.Nel 1696 i plenipotenziari dei governi europei convenuti per firmare la pace di Vigevano lo dichiarano inagibile e quando agli inizi del Settecento diventa sede di una guarnigione dell'esercizio austriaco cominciano le trasformazioni radicali.Verso la metà dell'Ottocento diventa Caserma dell'Esercito Sardo e quindi del Regio Esercito Italiano e rimane sede militare fino al 1968. PV

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