Helicopter’s days. I Queen di Denis O’Regan

23/1 ORE 15:00 - 20:00 @ ONO Arte Contemporanea - Bologna

Helicopter's days. I Queen di Denis O'Regan

ONO arte è lieta di presentare la mostra “Helicopter’s days. I Queen di Denis O’Regan”, (12 dicembre 2019 – 1 febbraio 2020) una personale del fotografo britannico Denis O’Regan, che immortalò i Queen all’apice del loro splendore, ma anche molte altri grandi nomi della musica come David Bowie, U2, Amy Whinehouse, Stones, Bob Marley e molti altri.

Denis O’Regan nasce a Londra nel 1953 e cresce a Barnes, una zona residenziale a sud ovest della capitale. Dopo aver completato il ciclo di studi, Denis si avviò verso una carriera nella City di Londra lavorando come broker. Nel 1964, all’età di 11 anni, la madre lo aveva portato a vedere un concerto dei Beatles all’Hammersmith Odeon. L’esperienza della musica pop suonata dal vivo lo segnò a tal punto che, all’inizio degli anni 70, introdusse clandestinamente nello stesso luogo, una macchina fotografica per scattare foto sia a Paul McCartney che ai Queen. Ma fu solo dopo aver visto dal vivo i Led Zeppelin e David Bowie che O’Regan decise di lasciare il lavoro alla City per coltivare le sue grandi passioni: la fotografia e la musica. Dopo aver girato a lungo l’Europa in treno, Denis tornò a Londra per testimoniare con la propria macchina fotografica la straordinaria esplosione del Punk diventando alla fine degli anni Settanta uno dei più importanti collaboratori della rivista NME.

Quando O’Regan vide per la prima volta i Queen in concerto era il dicembre 1973, e la band duonava come gruppo di spalla di Mott the Hoople sempre all’Hammersmith Odeon di Londra. Tredici anni dopo, il 9 agosto 1986, i Queen avevano raggiunto l’apice della loro fama diventando il più importante fenomeno socio-culturale del pianeta e, a grande richiesta, il gruppo fu costretto ad annunciare una data in più in all’interno del The Magic Tour, che era andato sold out immediatamente. Fu così che, al Knebworth Park a nord di Londra, suonarono per un pubblico di circa 115.000 persone.
A causa del grande traffico attorno al luogo del concerto, i Queen dovettero arrivare in elicottero. Per poter scattare le foto che sarebbero diventate tra le più famose della rock band britannica, Denis si recò in un aeroporto locale e la band affittò per lui un elicottero con pilota, in modo in modo che potesse scattare loro le foto mentre volavano da Londra. “Nella mia foto più importante dei Queen, i Queen non si vedono”, avrebbe detto più tardi: “ma questo è anche la testimonianza di quanto fossero diventati grandi. E l’elicottero parlava per loro.”.

O’Regan, come fotografo ufficiale del tour, ha scattato foto sul palco e nel backstage in ogni città europea che hanno visitato durante quell’estate, incluse due serate allo stadio di Wembley a Londra, ognuna delle quali totalizzò 85.000 persone. Tra questi scatti uno dei più famosi è sicuramente il grandangolo di Freddie Mercury che indossa la sua famosa corona d’oro, un braccio alzato al cielo, e il suo mantello regale drappeggiato sulle spalle.

Prima dei Queen, O’Regan aveva lavorato in giro per il mondo con musicisti come David Bowie – in collaborazione con il quale ha anche realizzato il boxset in edizione limitata “Ricochet: David Bowie 1983“ – i Rolling Stones, Duran Duran e Spandau Ballet, oltre ad essere stato fotografo ufficiale di Live Aid. Grazie alla sua vasta collezione di fotografie musicali viene considerato uno più importanti fotografi del settore.

La mostra si compone di 40 fotografie e un sezione dedicata ai Queen e una più generale sugli artisti che O’Regan ha immortalato nel corso della sua carriera.

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