Il Re Leone

31/8 ORE 20:50 - 22:30 @ Cinema Multisala Gloria - Milano

Il Re Leone

E’ al cinema dall’21 Agosto, Il Re Leone, il film della Disney diretto da Jon Favreau.

Simba (voce italiana di Marco Mengoni) prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa (voce italiana di Luca Ward), e prende sul serio il proprio destino reale. Ma non tutti nel regno celebrano l’arrivo del nuovo cucciolo. Scar (voce italiana di Massimo Popolizio), il fratello di Mufasa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica battaglia per la Rupe dei Re, segnata dal tradimento e da tragiche conseguenze, si conclude con l’esilio di Simba. Con l’aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici, Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto.

Con questa nuova versione de Il Re Leone, i personaggi del classico d’animazione classici ritornano sul grande schermo come non li abbiamo mai visti.

Tra loro:
Nala (voce italiana di Elisa) amica di Simba quando sono entrambi cuccioli, destinata a diventare una potente leonessa che si preoccupa del futuro delle Terre del Branco.
Timon (voce italiana di Edoardo Leo), uno spiritoso suricato che soccorre Simba dopo che quest’ultimo fugge dalla Rupe dei Re in cerca di una vita diversa.
Sarabi, la moglie forte e sofisticata di Mufasa, nonché affettuosa e severa madre di Simba e rispettata regina della Rupe dei Re. Zazu, bucero dal becco rosso, braccio, anzi ala destra di Re Mufasa. Rappresenta gli occhi e le orecchie del regno e si occupa di comunicare tutte le notizie della giornata, sia quelle buone sia quelle meno buone.
Rafiki, un saggio primate sciamano, consigliere reale di Mufasa. È presente alla nascita di Simba e anche nel momento in cui il futuro re si trova a un bivio.
Le Iene, del cui branco fanno parte Shenzi, Azizi e Kamari: alleati, soldati e malvagi scagnozzi di Scar.

X INFO: FEISBUCCC | MAILL | *

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Acquario Civico di Milano

L'Acquario Civico di Milano: un museo viventeÈ ospitato in uno splendido edificio liberty che con i suoi fregi e maioliche racconta all'esterno il suo contenuto. È situato accanto all'Arena civica e ai margini del Parco Sempione, di cui riproduce l'architettura ellittica. L'attuale assetto dell'edificio e delle vasche è frutto della ristrutturazione (2003-2006) che ha restituito l'Istituto, nella sua nuova veste, ai visitatori e alla cittadinanza. MI

Arengario

Eretto verso la fine del XIII secolo, l'antico palazzo comunale, detto Arengario (dal latino arengarius, derivato dal germanico hari-hring, “luogo per assemblee”) sorge in posizione pressoché contigua al Duomo, a significare anche visivamente la contrapposizione di poteri, religioso e civile, che anche a Monza contraddistinse il periodo comunale.Situato nel centro cittadino, in relazione alla vasta piazza del Mercato ed in asse con la via principale che legava la città a Milano e alla Brianza, faceva parte di un insieme complesso, che le vicende edilizie ed i restauri hanno ridotto al solo palazzo comunale. Accanto sorgeva, collegato da un passaggio sospeso, il palazzo pretorio (o del podestà) oggi scomparso.L'edificio presenta a piano terra un ampio porticato ad arcate, sorretto da massicci pilastri in pietra, luogo degli incontri e degli scambi, ed un’unica grande sala coperta a capriate di legno al primo piano, destinata alle adunanze ed assemblee, che si apre con un balconcino a loggetta (la "parlera") dalla quale si leggevano i decreti emanati dal Comune alla popolazione. La torre campanaria, realizzata successivamente, sul lato nord, presenta la merlatura ghibellina a coda di rondine.L'antico accesso alla sala superiore, adibita ora a sala espositiva per mostre d'arte e rassegne culturali, avveniva lungo il fianco orientale tramite due scale esterne alla porta di cui sono tuttora visibili le tracce. Oggi l'ingresso è da nord attraverso una scala nella torre. MB

Castello Sforzesco di Milano

E' uno dei principali simboli della Città di Milano e della sua storia.Fu costruito nel XV secolo da Francesco Sforza, divenuto da poco Duca di Milano, sui resti di una precedente fortificazione risalente al XIV secolo nota come Castrum Porte Jovis (Castello di porta Giovia o Zobia), e nei secoli ha subito notevoli trasformazioni.La Porta Giovia viene eretta in età romana (III secolo d.C.) da Diocleziano Giovio, a cavallo della cinta muraria dell’antica Mediolanum, costituendo un punto di transito per chi entra ed esce dalla città.In età medievale Azzone Visconti potenzia e amplia il circuito murario antico.Il ruolo di questa porta cambia nella seconda metà del 1300, quando Galeazzo II Visconti vi costruisce intorno la sua rocca quadrata.Fra il Cinquecento e il Seicento era una delle principali cittadelle militari d'Europa. Trasformato in una delle più ampie cittadelle fortificate d'europee, era destinata alle truppe del figlio Gian Galeazzo.Solo con Filippo Maria Visconti, nel XV secolo, il complesso adibito a fortezza e prigione assume carattere di residenza signorile della famiglia, che fino a quel momento abitava il Palazzo dell’Arengo vicino al Duomo. L’area del Castello verrà allora ampliata e dotata di un fossato, di giardini e di un grande parco verso nord.Restaurato in stile storicista da Luca Beltrami tra il 1890 e il 1905.Oggi è sede di importanti istituzioni culturali e meta turistica. ed è uno dei più grandi castelli d'Europa. MI

Castello Sforzesco di Vigevano

Il Castello di Vigevano è un tutt'uno con la Piazza Ducale che funge da regale atrio d'ingresso. Si può considerare una piccola città nella città, essendo per estensione uno dei più grandi complessi fortificati d'Europa.Il primo nucleo risale all'età longobarda (VII-X secolo), mentre la sua trasformazione in residenza signorile si deve ai Visconti (in particolare a Luchino Visconti) e agli Sforza in particolare a Ludovico il Moro.Alla sua realizzazione contribuirono sicuramente artisti come Bramante e si pensa anche Leonardo. Tra il 1492 e il 1494 i lavori erano terminati. Con la fine della dinastia sforzesca (1535) il castello passò agli spagnoli e iniziò un lento declino.Nel 1696 i plenipotenziari dei governi europei convenuti per firmare la pace di Vigevano lo dichiarano inagibile e quando agli inizi del Settecento diventa sede di una guarnigione dell'esercizio austriaco cominciano le trasformazioni radicali.Verso la metà dell'Ottocento diventa Caserma dell'Esercito Sardo e quindi del Regio Esercito Italiano e rimane sede militare fino al 1968. PV

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