Viticolnatura “La Vigna, il Vino e i Vignaioli”

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Viticolnatura "La Vigna, il Vino e i Vignaioli"

Rea Uvae, in collaborazione con il Circolo Fotografico Immaginezero di Carpaneto Piacentino, presenta il concorso fotografico: Viticolnatura “La Vigna, il Vino e i Vignaioli”

L’iniziativa invita a raccontare attraverso le immagini il connubio tra la viticoltura e il territorio: la vite la sua crescita, i suoi frutti e i suoi fiori; i vignaioli la loro fatica e la loro dedizione; il vino le sue sfumature e la sua produzione.

Il concorso vuole far emergere un punto di vista inedito e appassionato al mondo della viticoltura.

Il concorso ha svolgimento dal 16 Aprile 2018 al 30 Settembre 2018 (termine ultimo per l’invio del materiale).

La selezione delle immagini ammesse al concorso avverrà entro il 14 Ottobre 2018.

La partecipazione è aggratis!

Ogni partecipante può inviare un massimo di tre fotografie (in formato cartaceo e digitale) da spedire unitamente alla scheda di iscrizione debitamente compilata e firmata.

Scarica regolamento e scheda di iscrizione qui!

Ti servono: zero EURI!!!

X INFO: INTENETTT | FEISBUCCC | MAILL | CELLL | *

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Nelle vicinanze

Borgo Medievale di Vigoleno

Non è un sogno ma una realtà che ha respinto l'assalto del tempo e trasmette la magia e il fascino di una bellezza da scoprire. L'appartenenza per cinque secoli, quasi ininterrotta, alla nobile Famiglia Scotti, ha consentito al Borgo Medievale di Vigoleno di essere tra quelli meglio conservati in Italia.Negli anni ha mostrato una grande versatilità creando un connubio fra passato e presente: Ogni manifestazione, dalle opere liriche alla musica classica, dal folk al jazz, alle rievocazioni storiche, alle mostre artistiche, sono state tutte accolte con grande affluenza.È un insieme di storia, arte e cultura enogastronomica: Salumi D.O.P., tortelli, anolini, selvaggina, formaggi accompagnati dai vini D.O.C. dei colli piacentini, accontentano tutti. Una vera rarità D.O.C. è rappresentata dal Vin Santo di Vigoleno, un passito di limitata produzione conservato in piccole botti di legno per almeno 5 anni.Età Romana: Sono state ipotizzate strutture difensive grazie alla sua posizione strategica al confine tra la Provincia di Parma (Val Stirone) e la Provincia di Piacenza (Valle Ongina).Nel XII secolo L’esistenza delle fortificazioni del Borgo Medievale di Vigoleno è testimoniata per la 1^ volta quando il Borgo chiese protezione al Comune di Piacenza.Nel 1306 Ulteriori aggiunte difensive vennero ordinate da Alberto Scotti, della famiglia mercantile di Piacenza. In seguito il Comune di Piacenza occupò il sito distruggendone le difese e ricostruendole dopo breve tempo.Nella seconda metà del XIV secolo La famiglia milanese dei Visconti ottenne il castello per poi perderlo e riottenerlo, grazie ad un inganno. Durante la guerra fra il ducato di Milano e Amedeo VI di Savoia. Galeazzo Visconti lo fece distruggere quasi totalmente.Nel 1385 La famiglia Scotti ottenne la licenza di riedificare il castello per abitarci per quasi tutta la sua storia.Inizi del 1900 Per motivi economici la Famiglia Scotti è costretta a vendere il Borgo.Negli anni '20 e '30 del 1900 Il castello fu proprietà della principessa Maria Ruspoli-Gramont che invitò nella sua residenza personaggi straordinari dell'élite e della cultura del tempo quali Gabriele D’Annunzio, Riccardo Bacchelli, il pianista Arthur Rubinstein e i pittori Max Ernst e Alexandre Jacovleff (al quale si deve la decorazione del teatrino del castello).Oggi: E' possibile visitare il piano nobile con gli antichi saloni e il piccolo teatro (soli 12 posti).Al Borgo Medievale di Vigoleno, si accede dalla stessa porta che nei secoli ha visto passare soldati, dame e cavalieri.Superato l'ingresso, si entra nella piazza con al centro la fontana cinquecentesca. Accanto si erge il Mastio, poderosa torre che domina tutto il paesaggio circostante e attraverso il camminamento di ronda porta alla torre sud e alla parte residenziale del castello.Di fronte all'entrata del castello si trova l'Oratorio della Madonna delle Grazie, elegante edificio seicentesco, costruito sui resti di un antico ospitale per i fedeli in viaggio lungo la Via Francigena.Verso est si raggiunge la Pieve di San Giorgio, chiesa che è fra gli esempi più suggestivi del romanico padano. Nella facciata è conservata la caratteristica lunetta di San Giorgio che uccide il drago. Le pietre dai riflessi dorati delle case del borgo, mostrano resti di conchiglie fossili, che ricordano un tempo molto lontano in cui tutta la zona era coperta dalle acque del mare.Vigoleno fa parte del Parco fluviale dello Stirone, una riserva che presenta notevoli elementi di interesse geologico e naturalistico.Il Borgo è fra i primi ad essere stato inserito all'interno del prestigioso club de "I Borghi più Belli d'Italia" dell'ANCI. Ha anche ottenuto il marchio di "Qualità Turistico - Ambientale" del Touring Club Italiano, "Bandiera Arancione".Nel Borgo è possibile soggiornare nell'Hotel o fermarsi a pranzo/cena nei ristoranti presenti. PC

Castello di Tabiano

Il Castello di Tabiano ha origini molto antiche, tra il X e l’inizio dell’XI secolo, anche se un primo insediamento risale al tempo dei Romani che utilizzarono la posizione strategica soprelevata dell'ampio pianoro di Tablanus, su uno sperone di roccia.Tabiano è considerato uno dei più importanti monumenti di difesa dell’epoca feudale nell’Alta Emilia, oltre che la principale fortezza militare dei marchesi Pallavicino per il presidio delle Vie Emilia, Francigena e dei pozzi di sale.Nei suoi primi quattro secoli di vita la storia del Castello ricalca nelle grandi linee le vicende dell’alto e del basso medioevo italiano: guerre tra Guelfi e Ghibellini, tra impero, papato e Comuni, assedi, distruzioni, conquiste, tradimenti, ma anche amori, congiure fra parenti e tradimenti.Tabiano passa più volte di mano, è oggetto di contese che vedono coinvolte le grandi famiglie feudali – i Pallavicino, ma anche i Terzi, i Corrnazzano, i Visconti e i lo stesso imperatore Federico Barbarossa; dalla fine del XV secolo inizia un lento declino, legato in parte anche dal cambiamento della strategia militare che rende sempre meno importanti le fortezze di difesa.Nel XIX secolo il Castello risorge a nuova vita grazie a Giacomo e Rosa Corazza che lo rilevano da Sofia Landi. Vengono chiamati i celebri artisti e i migliori artigiani della zona per decorare con meravigliosi stucchi, affreschi e pavimenti le camere private e le splendide sale per ricevimenti, oggi in parte utilizzate per matrimoni, cerimonie ed eventi. PR

Palazzo Ex Enel

L’immobile, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è inaugurato il 31 gennaio 2020; per il taglio del nastro una mostra dedicata al collezionismo del secondo Novecento, ispirata anche dalla vicinanza con la Galleria Ricci Oddi.La facciata è ben visibile da via Santa Franca: è stata dipinta utilizzando tre tonalità di grigio ispirate a Morandi e in accordo con la Soprintendenza.Il grande intervento di recupero trasforma Palazzo Ex Enel dei primi decenni del Novecento in un grande spazio polifunzionale destinato soprattutto all’arte contemporanea e ai giovani. Piacenza si arricchisce di un nuovo spazio espositivo per raccontare il tempo presente: XNL Piacenza Contemporanea. PC

Piazza Duomo Piacenza

La piazza nella sua forma venne creata sotto il Papato di Paolo III Farnese (1534-49) nell’ambito delle operazioni tese a conferire un nuovo volto ad alcune zone della città in vista dell’assegnazione del Ducato di Parma e Piacenza al figlio Pier Luigi.In quell’occasione si smantellò l’antica chiesa di San Giovanni de Domo (VIII sec.) e si costruì il palazzo Vescovile, ponendolo a fianco del Duomo. L’originaria facciata porticata venne demolita nel 1858 e riedificata poco dopo su disegno dell’arch. Tassini.Scandita da tre ordini di finestre e da un basamento in bugnato liscio, è coronata agli angoli da due gruppi scultorei allegorici e, al centro, da un orologio del 1898 che funge da base per lo stemma di Papa PIO IX, al quale si deve l'elezione al soglio vescovile di Antonio Ranza committente del palazzo. Dal portale che reca ai fianchi alti TALAMONI, si perviene al cortile del '500, ritmato da portici con archi a tutto sesto che ospitano lapidi e frammenti di sculture asportate dal Duomo nei restauri del '900. Ritornando nella piazza, fiancheggiata ad ovest e a nord da portici che risalgono al 1555, si osserva al centro il monumento bronzeo alla Immacolata (1862) che si erge sopra un'alta colonna monolitica proveniente da Palazzo Farnese.Nel basamento, il gruppo in bronzo con la Madonna è invece opera del piacentino Luciano Ricchetti (1954) e ricorda il tragico bombardamento del 2 maggio 1944 che investì anche piazza Duomo provocando numerose vittime. PC

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