Festa delle Castagne e Festival dei Ricordi

6/10 ORE 10:00 - 20:00 @ Castell'Arquato - Castell'Arquato

Festa delle Castagne e Festival dei Ricordi

Nel primo fine settimana di Ottobre, nella suggestiva cornice del borgo medioevale di Castell’Arquato, da più di 30 anni si svolge la tradizionale Festa delle Castagne e dei Ricordi, due giornate in allegria, per rivivere l’;atmosfera e sapori del passato, legati alla nostra tradizione contadina.

Numerosi gli stands gastronomici dove poter assaporare le nostre specialità, come i caratteristici basturlon, la tipica patona e tante prelibate ricette della tradizione, da abbinare ad un buon bicchiere di vino dei colli piacentini.
Imperdibile la rassegna dei vecchi trattori e macchinari d’epoca, con sfilate, prove di abilità esposizioni.
Mercatini per appassionati, collezionisti e semplici curiosi. Numerose anche le rievocazioni di vecchi mestieri e momenti di spettacolo, tutto per rendere un week-end indimenticabile.
E’ disponibile uno stands gastronomico, con posti a sedere coperti.

Il Programma:

Durante tutte le giornate sarà in funzione uno stand gastronomico (fino alle 20) in cui oltre alle castagne ed alle caldarroste, potete trovare specialità e vini locali.

Sabato 05 Ottobre

– Dalle 12 apertura degli stand gastronomici, con caldarroste e specialità tipiche del territorio
– In mattinata arrivo dei trattori d’epoca ed esposizione vecchi macchinari (Viale Remondini e P.zza Europa)
– Mostra e dimostrazioni di vecchi mestieri (Viale Remondini)
– Nel pomeriggio Fisarmonica, vecchie melodie e musici erranti (Viale Remondini e piazza Europa)
– Piccola mostra di animali di cortile (Viale Remondini)
– Mercato di prodotti tipici e golosità (Viale Remondini, P.zza Europa)
– Arriva il cantastorie
– Creativi ed artigiani (Via Roma , P.zza Europa)
– ore 16 accensione Testa Calda (Viale Remondini)
– Dalle 15 giochi di una volta, rassegna di giochi in legno per i bambini e gli adulti (Piazza Europa)
– ore 16 Show cooking “In campagna non si butta niente….” (P.zza Europa)
– ore 17 Selezione del miglior vino di produttori privati
– dalle 15 alle 18 Visite al mulino della Sforzesca (visite guidate alle ore 15,16,17)
– dalle 16 alle 18 Visite al museo contadino della Casa dell Memoria di San Protaso
– alle 20 chiusura degli stands

Domenica 06 Ottobre
– Dalla mattinata stand gastronomici, con caldarroste e specialità tipiche del territorio
– Mostra di trattori d’epoca e macchinari (Viale Remondini e P.zza San Carlo)
– Mostra di auto d’epoca (Viale Remondini)
– Mostra e dimostrazioni di vecchi mestieri (Viale Remondini e Via Roma)
– Arriva il cantastorie
– Allestimenti e menù a tema a cura dei ristoranti e delle botteghe di Castell’Arquato
– Pittura dal vivo a cura dei pittori CSI (discesa San Carlo)
– Dalle 10 giochi di una volta, rassegna di giochi in legno per i bambini e gli adulti (Piazza Europa)
– Visita al mulino della Sforzesca (visite guidate alle ore 11,15,16,17)
– ore 10 Show cooking “Lo dice Giovanna: lo spreco non fa campagna” (P.zza Europa)
– ore 10,30 incontro “Terra, grano e mulini in val d’Arda” presso il Mulino della Sforzesca
– ore 15 avviamento di trattori “testa calda” (Viale Remondini)
– ore 15,30 arrivano le rasdure del “Filoss” con i loro canti e la loro simpatia (Viale Remondini)
– Alle 16 sfilata dei mezzi lungo le vie del paese, aperta dalla Banda Musicale Cittadina del Comune di Vanzago
– ore 16,30 Pigiatura di una volta (Viale Remondini)
– ore 17 Show cooking delle tradizioni (P.zza Europa)
– Nel pomeriggio, fisarmonica, vecchie melodie e musici erranti. Musiche della tradizione
– Nel pomeriggio arrivano le “ rasdure del filoss” (Viale Remondini)
– Piccola mostra di animali di cortile (Viale Remondini)
– Mostra di artigianato e creativi (Via Roma, Piazza Europa, Via Sforza Caolzio)
– Mercato di prodotti tipici e golosità (Viale Remondini, P.zza Europa)
– Dalle 16 alle 18 Visita al museo contadino della Casa della memoria di San Protaso
– alle 20 chiusura degli stands

Tante sorprese sono tutte da scoprire, anche non indicate nel programma.

Il programma potrà subire delle variazioni per ragioni organizzative.

X INFO: INTENETTT | FEISBUCCC | MAILL | *

* dei tipi che organizzano

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Borgo Medievale di Vigoleno

Non è un sogno ma una realtà che ha respinto l'assalto del tempo e trasmette la magia e il fascino di una bellezza da scoprire. L'appartenenza per cinque secoli, quasi ininterrotta, alla nobile Famiglia Scotti, ha consentito al Borgo Medievale di Vigoleno di essere tra quelli meglio conservati in Italia.Negli anni ha mostrato una grande versatilità creando un connubio fra passato e presente: Ogni manifestazione, dalle opere liriche alla musica classica, dal folk al jazz, alle rievocazioni storiche, alle mostre artistiche, sono state tutte accolte con grande affluenza.È un insieme di storia, arte e cultura enogastronomica: Salumi D.O.P., tortelli, anolini, selvaggina, formaggi accompagnati dai vini D.O.C. dei colli piacentini, accontentano tutti. Una vera rarità D.O.C. è rappresentata dal Vin Santo di Vigoleno, un passito di limitata produzione conservato in piccole botti di legno per almeno 5 anni.Età Romana: Sono state ipotizzate strutture difensive grazie alla sua posizione strategica al confine tra la Provincia di Parma (Val Stirone) e la Provincia di Piacenza (Valle Ongina).Nel XII secolo L’esistenza delle fortificazioni del Borgo Medievale di Vigoleno è testimoniata per la 1^ volta quando il Borgo chiese protezione al Comune di Piacenza.Nel 1306 Ulteriori aggiunte difensive vennero ordinate da Alberto Scotti, della famiglia mercantile di Piacenza. In seguito il Comune di Piacenza occupò il sito distruggendone le difese e ricostruendole dopo breve tempo.Nella seconda metà del XIV secolo La famiglia milanese dei Visconti ottenne il castello per poi perderlo e riottenerlo, grazie ad un inganno. Durante la guerra fra il ducato di Milano e Amedeo VI di Savoia. Galeazzo Visconti lo fece distruggere quasi totalmente.Nel 1385 La famiglia Scotti ottenne la licenza di riedificare il castello per abitarci per quasi tutta la sua storia.Inizi del 1900 Per motivi economici la Famiglia Scotti è costretta a vendere il Borgo.Negli anni '20 e '30 del 1900 Il castello fu proprietà della principessa Maria Ruspoli-Gramont che invitò nella sua residenza personaggi straordinari dell'élite e della cultura del tempo quali Gabriele D’Annunzio, Riccardo Bacchelli, il pianista Arthur Rubinstein e i pittori Max Ernst e Alexandre Jacovleff (al quale si deve la decorazione del teatrino del castello).Oggi: E' possibile visitare il piano nobile con gli antichi saloni e il piccolo teatro (soli 12 posti).Al Borgo Medievale di Vigoleno, si accede dalla stessa porta che nei secoli ha visto passare soldati, dame e cavalieri.Superato l'ingresso, si entra nella piazza con al centro la fontana cinquecentesca. Accanto si erge il Mastio, poderosa torre che domina tutto il paesaggio circostante e attraverso il camminamento di ronda porta alla torre sud e alla parte residenziale del castello.Di fronte all'entrata del castello si trova l'Oratorio della Madonna delle Grazie, elegante edificio seicentesco, costruito sui resti di un antico ospitale per i fedeli in viaggio lungo la Via Francigena.Verso est si raggiunge la Pieve di San Giorgio, chiesa che è fra gli esempi più suggestivi del romanico padano. Nella facciata è conservata la caratteristica lunetta di San Giorgio che uccide il drago. Le pietre dai riflessi dorati delle case del borgo, mostrano resti di conchiglie fossili, che ricordano un tempo molto lontano in cui tutta la zona era coperta dalle acque del mare.Vigoleno fa parte del Parco fluviale dello Stirone, una riserva che presenta notevoli elementi di interesse geologico e naturalistico.Il Borgo è fra i primi ad essere stato inserito all'interno del prestigioso club de "I Borghi più Belli d'Italia" dell'ANCI. Ha anche ottenuto il marchio di "Qualità Turistico - Ambientale" del Touring Club Italiano, "Bandiera Arancione".Nel Borgo è possibile soggiornare nell'Hotel o fermarsi a pranzo/cena nei ristoranti presenti. PC

Castello di Tabiano

Il Castello di Tabiano ha origini molto antiche, tra il X e l’inizio dell’XI secolo, anche se un primo insediamento risale al tempo dei Romani che utilizzarono la posizione strategica soprelevata dell'ampio pianoro di Tablanus, su uno sperone di roccia.Tabiano è considerato uno dei più importanti monumenti di difesa dell’epoca feudale nell’Alta Emilia, oltre che la principale fortezza militare dei marchesi Pallavicino per il presidio delle Vie Emilia, Francigena e dei pozzi di sale.Nei suoi primi quattro secoli di vita la storia del Castello ricalca nelle grandi linee le vicende dell’alto e del basso medioevo italiano: guerre tra Guelfi e Ghibellini, tra impero, papato e Comuni, assedi, distruzioni, conquiste, tradimenti, ma anche amori, congiure fra parenti e tradimenti.Tabiano passa più volte di mano, è oggetto di contese che vedono coinvolte le grandi famiglie feudali – i Pallavicino, ma anche i Terzi, i Corrnazzano, i Visconti e i lo stesso imperatore Federico Barbarossa; dalla fine del XV secolo inizia un lento declino, legato in parte anche dal cambiamento della strategia militare che rende sempre meno importanti le fortezze di difesa.Nel XIX secolo il Castello risorge a nuova vita grazie a Giacomo e Rosa Corazza che lo rilevano da Sofia Landi. Vengono chiamati i celebri artisti e i migliori artigiani della zona per decorare con meravigliosi stucchi, affreschi e pavimenti le camere private e le splendide sale per ricevimenti, oggi in parte utilizzate per matrimoni, cerimonie ed eventi. PR

Palazzo Ex Enel

L’immobile, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è inaugurato il 31 gennaio 2020; per il taglio del nastro una mostra dedicata al collezionismo del secondo Novecento, ispirata anche dalla vicinanza con la Galleria Ricci Oddi.La facciata è ben visibile da via Santa Franca: è stata dipinta utilizzando tre tonalità di grigio ispirate a Morandi e in accordo con la Soprintendenza.Il grande intervento di recupero trasforma Palazzo Ex Enel dei primi decenni del Novecento in un grande spazio polifunzionale destinato soprattutto all’arte contemporanea e ai giovani. Piacenza si arricchisce di un nuovo spazio espositivo per raccontare il tempo presente: XNL Piacenza Contemporanea. PC

Piazza Duomo Piacenza

La piazza nella sua forma venne creata sotto il Papato di Paolo III Farnese (1534-49) nell’ambito delle operazioni tese a conferire un nuovo volto ad alcune zone della città in vista dell’assegnazione del Ducato di Parma e Piacenza al figlio Pier Luigi.In quell’occasione si smantellò l’antica chiesa di San Giovanni de Domo (VIII sec.) e si costruì il palazzo Vescovile, ponendolo a fianco del Duomo. L’originaria facciata porticata venne demolita nel 1858 e riedificata poco dopo su disegno dell’arch. Tassini.Scandita da tre ordini di finestre e da un basamento in bugnato liscio, è coronata agli angoli da due gruppi scultorei allegorici e, al centro, da un orologio del 1898 che funge da base per lo stemma di Papa PIO IX, al quale si deve l'elezione al soglio vescovile di Antonio Ranza committente del palazzo. Dal portale che reca ai fianchi alti TALAMONI, si perviene al cortile del '500, ritmato da portici con archi a tutto sesto che ospitano lapidi e frammenti di sculture asportate dal Duomo nei restauri del '900. Ritornando nella piazza, fiancheggiata ad ovest e a nord da portici che risalgono al 1555, si osserva al centro il monumento bronzeo alla Immacolata (1862) che si erge sopra un'alta colonna monolitica proveniente da Palazzo Farnese.Nel basamento, il gruppo in bronzo con la Madonna è invece opera del piacentino Luciano Ricchetti (1954) e ricorda il tragico bombardamento del 2 maggio 1944 che investì anche piazza Duomo provocando numerose vittime. PC

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