Summertime in Jazz 2019

19/7 ORE 21:30 - 23:30 @ Vernasca - Vernasca

Summertime in Jazz 2019

Summertime in Jazz 2019

sesta edizione
“Summertime/And the living is easy”. Con queste parole inizia lo standard jazz più famoso di sempre, il brano che ha fornito l’ispirazione per il titolo di questa rassegna che vive nel cuore dell’estate, arrivata alla sua sesta edizione. L’augurio è che vivere sarà più “facile” anche per tutti noi che, dismessi i panni più pesanti e inamidati della stagione fredda, potremo tornare a goderci in pieno quella sensazione di maggiore libertà e leggerezza che sempre l’estate porta con sé.

Summertime in Jazz potrà solo contribuire a farci entrare in questo stato di grazia estivo; mostrandoci luoghi già di per sé unici e offrendoci l’occasione di apprezzarli ancora di più grazie all’atmosfera e al contesto che si verrà ogni volta a creare e regalandoci emozioni in musica.
Il programma:
Venerdì 19 Luglio 2019
Antica Pieve di Vernasca

JAVIER GIROTTO TRIO "Tango Nuevo Rivisited"
Javier Girotto sax baritono
Gianni Iorio bandoneon
Alessandro Gwis pianoforte e tastiere

Tango Nuevo reloaded. Il saxofonista Javier Girotto, argentino di nascita e italiano di adozione, si immerge profondamente nella musica di una delle più importanti registrazioni del tango moderno: "Tango Nuevo" di Astor Piazzolla e Gerry Mulligan. Girotto e il suo trio portano questo classico del 1975 a nuova vita e mostrano in modo perfetto quanto sia vitale e versatile la musica del Tango ancora oggi.
Venerdì 26 Luglio 2019
Cortemaggiore - Piazza Patrioti

GIULIANO LIGABUE SWING BAND
Giuliano Ligabue voce e chitarra
Gianni Satta tromba
Alessandro Bertozzi sax contralto
Walter Pandini sax tenore
Cristiano Boschesi trombone
Stefano Caniato pianoforte
Michele Mazzoni basso
Marco Orsi batteria

Alla guida di una formazione di altissimo livello composta da 8 musicisti, Giuliano Ligabue, cantante, chitarrista e ideatore del progetto, condurrà il pubblico nelle atmosfere delle grandi big band dell'Era Swing. Una serata nella quale l'artista piacentino presenterà alcuni brani inediti tratti dal suo nuovo album dal titolo “Ci Può Stare”, in uscita a luglio.
Sabato 27 luglio 2019
Morfasso

HOT CHERRIES “Sleeping Beauty”
Jacopo Delfini chitarra e voce
Mike Frigoli chitarra e voce
Andrea Aloisi violino
Alessandro Cassani contrabbasso

Gli Hot Cherries sono un gruppo di swing gitano. Ispirati dalla musica di Django Reinhardt degli anni ’30, propongono alcuni classici e composizioni originali contenuti nel loro ultimo disco. Oltre alla classica formazione gipsy con chitarra solista, chitarra ritmica e contrabbasso, per l’occasione ad affiancarli sarà il violino di Andrea Aloisi.
Domenica 28 luglio 2019
Travo, Pietra Perduca

MONK'S CARAVAN TRIO
Michele Bianchi chitarra jazz
Corrado Caruana chitarra manouche
Enzo Frassi contrabbasso

Per la tappa in quota, dall’alto della Pietra da cui si domina la Val Trebbia, a risuonare sarà il mix di musiche gipsy swing di questo trio ispirato alla tradizione europea jazz gitana, naturalmente influenzata dalla musica del grande Django Reinhardt. A questo aspetto legato alla tradizione ben si affianca uno spirito di ricerca nei confronti del lato più innovativo di questa musica.
Martedì 30 luglio 2019
Castell'Arquato, Piazza del Municipio

SPIRIT GOSPER CHOIR & SPIRIT BAND
direttore Andrea Zermani

All’inizio era il Gospel. Dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri questo genere ha attraversato due secoli di mutamenti sociali e culturali mantenendo, pur nelle mutate forme musicali, sempre intatto il suo fascino e la portata del suo messaggio: che è anelito alla libertà e inno di speranza. Questa forza è stata anche la chiave di accesso al Gospel per il coro di una quarantina di elementi, guidati da Andrea Zermani.
Mercoledì 31 Luglio 2019
Travo, Piazza Trento

PABLO CORRADINI PROJECT “Alma de viejo”
Pablo Corradini bandoneon
Marco Postacchini sax
Simone Maggio pianoforte
Roberto Gazzani contrabbasso
Gianluca Nanni batteria

“Alma de viejo” è l’ultimo lavoro del quintetto del compositore e polistrumentista Pablo Corradini, argentino di nascita, in Italia fin dalla sua infanzia. Il repertorio è composto da brani interamente composti dal leader bandoneonista oltre a qualche classico della tradizione. Il suono che ne deriva fonde lo Swing ai ritmi argentini in un insieme originale e ricercato.
Mercoledì 7 Agosto 2019
Vigoleno, Sagrato di Santa Maria delle Grazie

TIZIANO CHIAPELLI “Meditango”
Tiziano Chiapelli fisarmonica
Lorella Baldin violino
Maddalena Fasoli viola
Paola Zannoni violoncello

Formazione particolare composta da una fisarmonica accompagnata e sostenuta da tre strumentiste ad arco, Meditango ensemble si propone di esplorare il Tango e le più celebri partiture dei grandi del ‘900, Gardel e Piazzolla, arrivando ai grandi autori contemporanei, come Galliano, con arrangiamenti sempre originali ed emozionanti.
Giovedì 8 Agosto 2019
Rivergaro, Piazza S. Agata

ANDREA MINGARDI “E allora Jazz...”
Andrea Mingardi voce
Sandro Comini trombone
Teo Ciavarella pianoforte
Maurizio Tirelli tastiere
Felice Del Gaudio contrabbasso
Lele Barbieri batteria

Nuovo progetto e nuovo tour per il cantautore bolognese che ha attraversato tutta la storia della nostra musica leggera a partire dalla fine degli anni ’50 fino a oggi. “E allora Jazz…” vede Mingardi alle prese con grandi classici del Great American Songbook per un emozionante viaggio in musica che attinge a brani di Sinatra, Nat King Cole, Ella, Tony Bennett tra gli altri, insieme a un gruppo di eccellenti compagni di viaggio.
Venerdì 9 Agosto 2019
Cerignale, Piazza della Pace

NOTE NOIRE "Nadir"
Ruben Chaviano violino
Roberto Beneventi fisarmonica
Tommaso Papini chitarra
Mirco Capecchi contrabbasso

Tutti a Cerignale per la tappa conclusiva di Summertime in Jazz in compagnia del quartetto fatto di composizioni originali che stavolta guardano verso il “Nadir”, polo dell’orizzonte astronomico opposto allo Zenit. Musiche scritte con grande libertà stilistica, alla ricerca di linguaggi musicali moderni e cosmopoliti che rendano giustizia delle caratteristiche di strumenti rappresentativi delle tradizioni europee come lo sono i loro quattro.

Tutti i concerti sono ad ingresso aggratis!!

Ti servono: zero EURI!!!

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Borgo Medievale di Vigoleno

Non è un sogno ma una realtà che ha respinto l'assalto del tempo e trasmette la magia e il fascino di una bellezza da scoprire. L'appartenenza per cinque secoli, quasi ininterrotta, alla nobile Famiglia Scotti, ha consentito al Borgo Medievale di Vigoleno di essere tra quelli meglio conservati in Italia.Negli anni ha mostrato una grande versatilità creando un connubio fra passato e presente: Ogni manifestazione, dalle opere liriche alla musica classica, dal folk al jazz, alle rievocazioni storiche, alle mostre artistiche, sono state tutte accolte con grande affluenza.È un insieme di storia, arte e cultura enogastronomica: Salumi D.O.P., tortelli, anolini, selvaggina, formaggi accompagnati dai vini D.O.C. dei colli piacentini, accontentano tutti. Una vera rarità D.O.C. è rappresentata dal Vin Santo di Vigoleno, un passito di limitata produzione conservato in piccole botti di legno per almeno 5 anni.Età Romana: Sono state ipotizzate strutture difensive grazie alla sua posizione strategica al confine tra la Provincia di Parma (Val Stirone) e la Provincia di Piacenza (Valle Ongina).Nel XII secolo L’esistenza delle fortificazioni del Borgo Medievale di Vigoleno è testimoniata per la 1^ volta quando il Borgo chiese protezione al Comune di Piacenza.Nel 1306 Ulteriori aggiunte difensive vennero ordinate da Alberto Scotti, della famiglia mercantile di Piacenza. In seguito il Comune di Piacenza occupò il sito distruggendone le difese e ricostruendole dopo breve tempo.Nella seconda metà del XIV secolo La famiglia milanese dei Visconti ottenne il castello per poi perderlo e riottenerlo, grazie ad un inganno. Durante la guerra fra il ducato di Milano e Amedeo VI di Savoia. Galeazzo Visconti lo fece distruggere quasi totalmente.Nel 1385 La famiglia Scotti ottenne la licenza di riedificare il castello per abitarci per quasi tutta la sua storia.Inizi del 1900 Per motivi economici la Famiglia Scotti è costretta a vendere il Borgo.Negli anni '20 e '30 del 1900 Il castello fu proprietà della principessa Maria Ruspoli-Gramont che invitò nella sua residenza personaggi straordinari dell'élite e della cultura del tempo quali Gabriele D’Annunzio, Riccardo Bacchelli, il pianista Arthur Rubinstein e i pittori Max Ernst e Alexandre Jacovleff (al quale si deve la decorazione del teatrino del castello).Oggi: E' possibile visitare il piano nobile con gli antichi saloni e il piccolo teatro (soli 12 posti).Al Borgo Medievale di Vigoleno, si accede dalla stessa porta che nei secoli ha visto passare soldati, dame e cavalieri.Superato l'ingresso, si entra nella piazza con al centro la fontana cinquecentesca. Accanto si erge il Mastio, poderosa torre che domina tutto il paesaggio circostante e attraverso il camminamento di ronda porta alla torre sud e alla parte residenziale del castello.Di fronte all'entrata del castello si trova l'Oratorio della Madonna delle Grazie, elegante edificio seicentesco, costruito sui resti di un antico ospitale per i fedeli in viaggio lungo la Via Francigena.Verso est si raggiunge la Pieve di San Giorgio, chiesa che è fra gli esempi più suggestivi del romanico padano. Nella facciata è conservata la caratteristica lunetta di San Giorgio che uccide il drago. Le pietre dai riflessi dorati delle case del borgo, mostrano resti di conchiglie fossili, che ricordano un tempo molto lontano in cui tutta la zona era coperta dalle acque del mare.Vigoleno fa parte del Parco fluviale dello Stirone, una riserva che presenta notevoli elementi di interesse geologico e naturalistico.Il Borgo è fra i primi ad essere stato inserito all'interno del prestigioso club de "I Borghi più Belli d'Italia" dell'ANCI. Ha anche ottenuto il marchio di "Qualità Turistico - Ambientale" del Touring Club Italiano, "Bandiera Arancione".Nel Borgo è possibile soggiornare nell'Hotel o fermarsi a pranzo/cena nei ristoranti presenti. PC

Castello di Fontanellato

La Rocca Sanvitale, nota anche come Castello di Fontanellato, è una fortezza risalente al 1124 situata nell'omonimo paese in provincia di Parma.Domina il centro abitato e si caratterizza per il profondo fossato d'acqua, che la circonda completamente.Fa parte del circuito dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza (ne è la sede) ed è possibile visitarlo. PR

Castello di Tabiano

Il Castello di Tabiano ha origini molto antiche, tra il X e l’inizio dell’XI secolo, anche se un primo insediamento risale al tempo dei Romani che utilizzarono la posizione strategica soprelevata dell'ampio pianoro di Tablanus, su uno sperone di roccia.Tabiano è considerato uno dei più importanti monumenti di difesa dell’epoca feudale nell’Alta Emilia, oltre che la principale fortezza militare dei marchesi Pallavicino per il presidio delle Vie Emilia, Francigena e dei pozzi di sale.Nei suoi primi quattro secoli di vita la storia del Castello ricalca nelle grandi linee le vicende dell’alto e del basso medioevo italiano: guerre tra Guelfi e Ghibellini, tra impero, papato e Comuni, assedi, distruzioni, conquiste, tradimenti, ma anche amori, congiure fra parenti e tradimenti.Tabiano passa più volte di mano, è oggetto di contese che vedono coinvolte le grandi famiglie feudali – i Pallavicino, ma anche i Terzi, i Corrnazzano, i Visconti e i lo stesso imperatore Federico Barbarossa; dalla fine del XV secolo inizia un lento declino, legato in parte anche dal cambiamento della strategia militare che rende sempre meno importanti le fortezze di difesa.Nel XIX secolo il Castello risorge a nuova vita grazie a Giacomo e Rosa Corazza che lo rilevano da Sofia Landi. Vengono chiamati i celebri artisti e i migliori artigiani della zona per decorare con meravigliosi stucchi, affreschi e pavimenti le camere private e le splendide sale per ricevimenti, oggi in parte utilizzate per matrimoni, cerimonie ed eventi. PR

Palazzo Ex Enel

L’immobile, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, è inaugurato il 31 gennaio 2020; per il taglio del nastro una mostra dedicata al collezionismo del secondo Novecento, ispirata anche dalla vicinanza con la Galleria Ricci Oddi.La facciata è ben visibile da via Santa Franca: è stata dipinta utilizzando tre tonalità di grigio ispirate a Morandi e in accordo con la Soprintendenza.Il grande intervento di recupero trasforma Palazzo Ex Enel in un grande spazio polifunzionale destinato soprattutto all’arte contemporanea e ai giovani. PC

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